Ucraina-Russia, le ultime news in diretta di mercoledì 23 febbraio

di Marta Serafini, Silvia Morosi e Redazione Online

Putin dopo l’invasione: «In caso di interferenze straniere reagiremo»

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia è iniziata. Trovate a questo link le notizie in diretta di giovedì 24 febbraio. Qui sotto le notizie di mercoledì 23 febbraio.



Ore 3.30 – Chiusi gli spazi aerei di Russia e Ucraina
Prima la Russia e poi l’Ucraina hanno deciso di chiudere gli spazi aerei. Nessun aereo potrà viaggiare da e per Kiev e tutti le altre città dell’Ucraina. Mentre lo spazio aereo in Russia è ristretto solo nell’area confinante con il Donbass.

Ore 1.07 – A breve nuova riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu terrà un’altra riunione di emergenza sulla crisi tra Russia e Ucraina, la seconda in tre giorni, «a causa degli sviluppi militari» sul campo, si apprende da fonti diplomatiche. L’incontro, richiesto da Kiev in una lettera nella giornata di ieri, e il cui principio è stato sostenuto dai membri occidentali del Consiglio di sicurezza, è previsto per le 21:30 ora locale, le 3:30 in Italia. La riunione è stata chiesta da Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Norvegia, Irlanda e Albania.

Ore 00.40 – Usa, rischio carneficina per guerra scelta da Putin


La Russia è posizionata per agire in Ucraina, e questo potrebbe «risultare una catastrofe umanitaria. Un’invasione potrebbe infatti causare la morte di migliaia di persone». Lo afferma il vice segretario di stato americano, Wendy Sherman, in un’intervista a Cnn. Vladimir Putin «ha chiuso la porta alla diplomazia», aggiunge Sherman. «La “guerra scelta” da Putin potrebbe essere una «carneficina».

Ore 00.23 – Macron ribadisce a Zelensky supporto per tutelare sovranità
Il presidente francese Emmanuel Macron ha avuto un colloquio telefonico con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. I due capi di Stato, informa l’Eliseo, hanno fatto il punto sugli ultimi sviluppi della situazione nell’Ucraina orientale. Macron «ha ribadito il suo sostegno all’Ucraina» e il suo supporto al mantenimento della sovranità e dell’integrità territoriale del Paese.

Ore 00.05 – Zelensky: «Ho chiesto colloquio a Putin, senza successo». «Non vogliamo la guerra, ma se attaccati ci difenderemo»
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso noto di aver provato a parlare con il leader russo Vladimir Putin, ma senza successo.
«Oggi ho avviato una conversazione telefonica con il presidente della Federazione russa. Il risultato è il silenzio», ha detto Zelensky. La Russia ha concentrato «quasi 200mila soldati» oltre a «migliaia di mezzi da combattimento» al confine, ha aggiunto in un discorso alla nazione, chiarendo come la Russia potrebbe iniziare una «grande guerra in Europa» nei prossimi giorni («in qualsiasi giorno»). Infine, Zelensky h chiarito come gli ucraini non vogliono la guerra, «ma se saremo attaccati ci difenderemo», lanciando un appello al popolo russo: «Siamo diversi, ma non è un motivo per essere nemici. Il popolo ucraino vuole la pace. Non saremo una minaccia».

Ore 23.46 – Media Usa, russi a 15 km dal confine verso Kharkiv
Nuove immagini satellitari «mostrano le forze russe ammassate a circa 15 km dal confine ucraino nei pressi di Kharkiv», città ucraina che dista circa 80 km dal confine: lo riferisce Fox News. Intanto, le autorità aeroportuali di Kharkiv, che conta oltre un milione e mezzo di abitanti, hanno sospeso tutti i voli. Simile misura anche nello scalo di Dnipropetrovsk, usato in passato come base militare dalle forze ucraine. Anche la Cnn cita nuove immagini satellitari che mostrano un aumento del dispiegamento militare russo al confine, intorno a Golovchino.

Ore 23.46 – Russia ha allestito ospedale da campo vicino confine
La Russia ha allestito un ospedale da campo vicino al confine con l’Ucraina. Lo riporta Cnn citando alcune immagini satellitari, dalle quali emerge un rafforzamento delle forze russe in Bielorussia.

Ore 23.26 – Kiev chiede riunione Consiglio Sicurezza Onu
L’Ucraina «ha richiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu» dopo che le repubbliche separatiste dell’Ucraina orientale hanno chiesto a Vladimir Putin «assistenza militare». Così in un tweet il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba, sottolineando che la richiesta a Mosca rappresenta una «ulteriore escalation della situazione di sicurezza».

Ore 23.05 – Casa Bianca: non invieremo truppe, ma aiuteremo Kiev Nonostante la situazione in Ucraina si stia aggravando con il passare delle ore, il presidente Joe Biden non ha piani che prevedano l’invio di soldati Usa in Ucraina. Così la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki. «Il presidente – ha spiegato – è stato cristallino e concreto: non manderà soldati Usa a combattere in Ucraina. La posizione non è cambiata». Psaki ha però aggiunto che gli Stati Uniti hanno intrapreso una serie di passi per fornire aiuti umanitari e assistenza militare all’Ucraina, oltre a dare supporto ai partner dell’est Europa. «Noi continueremo a spingere su questo punto, ma il presidente non manderà soldati». Alla domanda di un giornalista se l’amministrazione Biden prevedesse sanzioni dirette nei confronti di Putin, la portavoce ha risposto: «Resta un’opzione sul tavolo».


Ore 22.56 – Ucraina: separatisti, attacco Kiev su Luhansk
Le forze ucraine «stanno tentando di sfondare le linee difensive della Repubblica di Luhansk»: lo riferiscono i media vicini ai separatisti filorussi del Donbass che parlano di «violenti combattimenti». Secondo le fonti filorusse, due principali attacchi «con gravi perdite per gli ucraini», si sarebbero verificati nella zona orientale dell’area controllata dai separatisti. Intanto nell’area di Donetsk, proseguono le fonti, si registrano «interruzioni di corrente e delle linee internet».

Ore 22.35 – Usa: «Richiesta aiuto separatisti? Pretesto Mosca per blitz» L’appello dei leader delle regioni separatisti del Donbass alla Russia perché intervenga contro «l’aggressione di Kiev»? È «un esempio di operazione sotto falsa bandiera», un pretesto che Mosca vuole usare «per giustificare un attacco contro l’Ucraina»: lo ha detto Jen Psaki. La portavoce della Casa Bianca ha osservato inoltre che Putin «improvvisa e adatta la sua strategia in funzione delle nostre reazioni» in Occidente. Secondo il corrispondente del Financial Times
Max Seddon: «Gli Stati Uniti ritengono che forze militari russe aggiuntive si stiano spostando nella regione ucraina di Donetsk e Luhansk, senza però poter «confermare con grande specificità i numeri e quali sono le formazioni».

Ore 22.02 – Cremlino, separatisti hanno chiesto aiuto contro Kiev
I leader delle repubbliche separatiste dell’Ucraina orientale hanno chiesto a Vladimir Putin un sostegno contro l’aggressione di Kiev. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, come riporta la Tass.

Ore 21.47 – Casa Bianca: «Truppe russe da giorni in posizione attacco, non è cambiato niente. Se escalation pronte nuove sanzioni»
«Diciamo da giorni che le truppe russe sono in posizione da attacco, non è cambiato niente, non c’è una nuova valutazione». Così la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, nel briefing con i giornalisti, precisando che «non facciamo previsioni su una data». Tutte le opzioni «restano sul tavolo», ripetendo che Joe Biden è pronto a inasprire le sanzioni contro la Russia in caso di ulteriore escalation della crisi ucraina. «Vladimir Putin non si aspettava la reazione unita dell’Occidente». «Siamo pronti a varare altre sanzioni, più dure, in svariati settori, in caso di escalation»: lo ha aggiunto Psaki. «La Russia ha tentato di dividere gli Usa dai suoi alleati, ma ha trovato unità e non se lo aspettava», confermando che il presidente Biden non intende inviare truppe in Ucraina. «Continueremo però ad assistere» Kiev, ha assicurato la portavoce, sottolineando che l’obiettivo è comunque evitare la guerra.

Ore 21.41 – Pentagono: ulteriore dispiegamento forze Usa è temporaneo L’ulteriore dispiegamento di forze americane, annunciato dal presidente Joe Biden, nei paesi baltici da Italia, Grecia e Germania è «temporaneo». Così il portavoce del Pentagono John Kirby.
«Riteniamo che le forze russe» vicino all’Ucraina «siano pronte» ad agire.

Ore 21.24 – Domani incontro von der Leyen Stoltenberg
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, riceverà domani il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. L’incontro è previsto per 10.30, seguiranno dichiarazioni alla stampa.

Ore 20.56 – Il Parlamento ucraino approva lo stato di emergenza

Il Parlamento ucraino ha approvato l’introduzione dello stato d’emergenza in tutto il Paese per 30 giorni — a eccezione delle regioni di Donetsk e Luhansk, dalle ore 00.00 del 24 febbraio — di fronte alla minaccia di un’invasione russa.

Ore 20.55 – Usa valutano rilascio riserve petrolifere strategiche
Gli Stati Uniti valutano il rilascio delle riserve petrolifere strategiche sulle tensioni in Ucraina in coordinazione con gli alleati per cercare di calmierare la possibile fiammata dei prezzi dell’energia. Lo riporta l’agenzia Bloomberg.

Ore 20.50 – L’allarme del Dipartimento di Stato Usa: «Invasione russa potenzialmente imminente»

L’invasione russa dell’Ucraina resta «potenzialmente imminente». A ribadirlo il portavoce del dipartimento di Stato americano, Ned Price, confermando che a Washington non si assiste ad alcun segnale di ritiro russo.

Ore 20.30 – Letta: Russia irresponsabile, sostegno a Governo e Ue unita In Ucraina c’è «una crisi gravissima, un atteggiamento di irresponsabilità gravissimo da parte della Russia che va fermata. Sosteniamo quello che sta facendo il governo Draghi e l’unità dell’Europa». Così il segretario del Pd, Enrico Letta, al Tg1. «Oggi l’Ue è unita e riuscirà a battere l’aggressività russa».

Ore 20.29 – Leader Donetsk: forze Kiev si ritirino volontariamente
Le forze armate ucraine dovrebbero lasciare «volontariamente» il territorio dell’autoproclamata repubblica di Donetsk e «abbandonare le armi»: così, citato dalla Tass, il leader dell’entità separatista, Denis Pushilin, indicando questa come «variante ottimale» per disinnescare la tensione.


Ore 20.01 – Biden impone sanzioni su Nord Stream e suoi dirigenti. «Putin ha fornito al mondo incentivo per abbandonare gas russo»
Joe Biden ha annunciato di aver imposto sanzioni contro il gasdotto Nord Stream 2 e i dirigenti della sua società nell’ambito della crisi. Lo rende noto la Casa Bianca. Le sanzioni a Nord Stream 2 AG e ai suoi dirigenti aziendali «sono un altro tassello della nostra prima tranche di sanzioni in risposta alle azioni della Russia in Ucraina. Non esiteremo a compiere ulteriori passi se la Russia continuerà l’escalation». Attraverso le sue azioni, «il presidente Putin ha fornito al mondo uno straordinario incentivo ad abbandonare il gas russo».

Ore 20 – Kiev ordina di rafforzare la sicurezza di Mariupol
Il governo ucraino ha deciso di rafforzare la sicurezza della città portuale di Mariupol, nell’area della regione di Donetsk controllata da Kiev. Lo ha annunciato mercoledì l’ufficio del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in seguito a una teleconferenza con le autorità e le forze dell’ordine locali.

Ore 19.43 – Bild, forze speciali russe verso l’Ucraina senza insegne

La Bild riferisce di aver scoperto nel sud della Russia circa 300 mezzi militari russi delle forze speciali Spetznaz che procedono verso la zona di confine di Marinowka. Il tabloid definisce i blindati come «l’esercito segreto» dell’invasione di Vladimir Putin all’Ucraina, sottolineando che sia i mezzi sia i soldati non hanno segni distintivi. Anche testimoni citati dall’agenzia Reuters sul proprio sito riferiscono che due convogli militari di mezzi senza insegne, che annoverano anche 9 carri armati, un blindato d’assalto, autocisterne e camion avanzano su due differenti direttive dal confine russo verso Donetsk. I mezzi senza insegne – russi – sono gli stessi che presero il controllo della Crimea nel 2014, con l’arrivo dei cosiddetti «omini verdi».

Ore 19.17 – Borell sente Blinken: «Pronti a sanzioni ancora più dure»

L’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera, Josep Borrell, ha parlato al telefono con il segretario di Stato degli Usa Anthony Blinken. « Siamo preparati a rispondere a potenziali nuovi passi con sanzioni ancora più severe», ha scritto Borrell su twitter.

Ore 19 – «Tutte le truppe russe sul campo sono pronte all’invasione»

Secondo quanto rivelato da un esponente della Difesa statunitense all’agenzia Reuters, «le forze russe intorno all’Ucraina sono pronte all’invasione; l’80% è in posizione di attacco e pronte a partire. Putin ha il 100 per cento delle forze che, secondo gli Stati Uniti, avrebbe schierato per attaccare l’Ucraina». Secondo la stessa fonte, il Pentagono ritiene che Putin sia non solo pronto a lanciare un’invasione su larga scala, ma che questa sia un’opzione probabile. Mosca starebbe mobilitando le riserve militari e la guardia nazionale, il che farebbe pensare a un’occupazione a lungo termine.

Ore 18, 10 — Usa avvertono Kiev: «Mosca pronta a invadere in 48 ore»
L’amministrazione Biden ha informato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che secondo informazioni di intelligence la Russia sta preparando una invasione su larga scala del suo Paese nel giro delle prossime 48 ore. Lo riferiscono Newsweek e Cnn citando dirigenti dell’intelligence americana.

Ore 17,53 – L’ambasciatrice Usa all’Onu: «Il mondo a un bivio»

Il mondo «si trova a un bivio nella storia di questo scontro» e le azioni russe «confermano i nostri avvertimenti». Così l’ambasciatrice americana all’Onu, Linda Thomas-Greenfield, nel suo intervento davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. «Qui l’aggressore è la Russia, non ci sono vie di mezzo, chiedere a entrambe le parti la de-escalation, dà solo un pass alla Russia, la storia ci dice che cercare un’altra strada alla fine è il percorso più costoso».

Ore 17, 30 Il ministero russo bacchetta Di Maio: «Ha una strana idea di diplomazia»
Il ministero degli Esteri russo ha definito «strana» la dichiarazione del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, secondo il quale non potranno esserci contatti con la leadership russa fino a quando non ci saranno segnali di una diminuzione della tensione intorno all’Ucraina. «Una strana idea di diplomazia», hanno commentato dal dicastero di Mosca. Il ministero degli Esteri russo ha osservato che la diplomazia «è stata inventata solo per risolvere situazioni di conflitto e alleviare la tensione, e non per viaggi vuoti in giro per i Paesi ad assaggiare piatti esotici ai ricevimenti di gala». «I partner occidentali devono imparare a usare la diplomazia come professione», ha sottolineato.

Ore 17,25 Il premier lettone: «Putin invia truppe e tank nel Donbass»

«Stando alle informazioni a mia disposizione, Putin sta muovendo forze aggiuntive e carri armati nei territori occupati del Donbass». Lo ha detto alla Cnn il premier lettone Arturs Krisjanis Karins, denunciando la violazione della «sovranità territoriale» di Kiev.

Ore 17,15 – Stoltenberg: il rischio di conflitto è reale
C’è «una posta molto alta in gioco» nella crisi in Ucraina e «il rischio di un conflitto è reale» considera il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. «La Russia sta utilizzando la forza e gli ultimatum non solo per ridisegnare i confini in Europa ma anche per tentare di riscrivere l’intera architettura della sicurezza globale», ha osservato Stoltenberg, intervenuto a un seminario all’Aia con il premier olandese Mark Rutte. «Ogni Paese è libero di scegliere se entrare o meno nell’Alleanza Atlantica. Non è il caso solo dell’Ucraina e della Georgia, ma anche di Finlandia e Svezia. La Nato è pronta a qualsiasi azione da mettere in campo» nei confronti della crisi ucraina, spiega il segretario generale.

Ore 16, 55 – Domani sera Draghi e gli altri leader Ue a Bruxelles

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha convocato per domani sera alle 20 a Bruxelles un summit straordinario dei capi di Stato e di governo dell’Ue. Verranno discussi «gli ultimi sviluppi, come proteggere l’ordine internazionale, come comportarsi con la Russia, in particolare come fare in modo che risponda delle sue azioni, come sostenere ulteriormente l’Ucraina e il suo popolo». Per Michel «non c’è posto nel XXI secolo per l’uso della forza e della coercizione per modificare i confini», «è importante continuare a essere uniti e determinati e definire insieme il nostro approccio e le nostre azioni collettive».

Ore 16,50 – Domani vertice (virtuale) dei leader G7
È confermato per domani il G7 dei leader in formato digitale: un incontro di preparazione in vista del summit che si terrà in Baviera, al castello di Elmau, dal 26 al 28 giugno. Il G7 digitale si terrà dalle 15 alle 16.30. Alla fine è prevista una conferenza stampa del cancelliere Olaf Scholz.

Ore 16,50 Il Consiglio Ue adotta le sanzioni contro Mosca
Il Consiglio Ue ha formalmente adottato il pacchetto di sanzioni contro la Russia dopo il riconoscimento delle repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk. Le misure saranno pubblicate entro oggi sulla Gazzetta ufficiale europeo e saranno direttamente applicabili. Tra i sanzionati figurano 351 deputati della Duma, che il 15 febbraio hanno votato a favore dell’appello al presidente Vladimir Putin perché riconoscesse le due autoproclamate repubbliche.

Ore 16,40 – L’appello di Kuleba all’Onu: «Usate tutti i mezzi disponibili per proteggerci»
« L’Onu deve «usare tutti i mezzi disponibili per proteggere l’Ucraina» e «spegnere il fuoco in Europa. Oggi servono azioni concrete e risolute da parte dell’Onu e della comunità internazionale, rilevanti per la minaccia che tutti noi dobbiamo affrontare. Siamo a un momento critico della storia». Così il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, all’Assemblea generale dell’Onu. «Siamo nel mezzo della maggiore crisi della sicurezza in Europa dalla seconda guerra mondiale creata unilateralmente dalla Russia – ha aggiunto – L’Ucraina non ha mai pianificato nessuna azione militare o provocazione nel Donbass».

Ore 16,20 – Attacco hacker, giù i siti di governo, ministeri e Parlamento

Un attacco informatico su larga scala è in corso in Ucraina. Sono irraggiungibili diversi siti del governo ucraino, inclusi i ministeri della Salute, della Sicurezza e degli Esteri, del Parlamento di Kiev e delle agenzie di sicurezza. Kiev aveva già avvertito nei giorni scorsi della possibilità di un attacco hacker contro agenzie governative, banche e il settore della difesa. Un ministro ha detto all’agenzia di stampa Interfax che i servizi per diverse istituzioni ucraine, inclusi i ministeri della salute, della sicurezza e degli esteri, sono stati sospesi in un cosiddetto attacco DDOS (Distributed Denial of Service, Interruzione distribuita del servizio) che consiste nel tempestare di richieste un sito, fino a metterlo ko e renderlo irraggiungibile.

Ore 16,15 – Un altro soldato ucciso in bombardamento nell’Est
Le forze armate di Kiev riferiscono di un altro soldato ucciso nell’Est del Paese .

Ore 14:36 Ucraina:allarme banche,Bce chiede verifiche esposizioni

La Bce va in pressing sulle banche esposte verso la Russia, chiedendo di valutare liquidità, prestiti, attività di trading, posizioni in valuta e continuità operativa, di fronte ai rischi creati dallo scontro fra Mosca e i Paesi occidentali per la crisi in Ucraina. Lo scrive la Bloomberg citando fonti a conoscenza del dossier, secondo cui la Vigilanza bancaria, in alcuni casi, sarebbe in contatto quotidiano con alcuni istituti di credito per valutare l’impatto di scenari che vanno da un inasprimento delle sanzioni a una vera e propria invasione dell’Ucraina.

Ore 14.22 – Zelensky a Putin: «Vogliamo aderire all’Ue e alla Nato»

Il presidente ucraino Zelensky ha risposto in modo duro alla minaccia arrivata nelle scorse ore da Vladimir Putin, che chiedeva a Kiev di cancellare la richiesta di adesione alla Nato. Zelensky ha annunciato che l’Ucraina conferma le sue ambizioni di aderire all’Ue e alla Nato. «Il futuro della sicurezza europea», ha detto ancora, si decide in Ucraina. Zelensky ha anche ringraziato l’Occidente per le sanzioni varate contro Mosca.

Ore 14.20 – L’Europa e il gas

A parlare della situazione in Ucraina anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. «La Russia ha strumentalizzato l’energia nei mesi e negli anni scorsi e noi siamo davvero determinati a non essere più dipendenti dal gas russo. Questa è un investimento strategico per la nostra indipendenza». .

Ore 14.15: Mosca: «La risposta alle sanzioni farà male»

La Russia ha promesso una risposta «forte» e «dolorosa» alle sanzioni annunciate da Washington dopo il riconoscimento da parte di Mosca delle regioni separatiste dell’Ucraina. «Non ci dovrebbero essere dubbi: ci sarà una risposta forte alle sanzioni, non necessariamente simmetrica, ma ben calcolata e dolorosa per la parte americana», si legge in un comunicato del ministero degli Esteri russo. Secondo Mosca le sanzioni decise dagli Usa sono «controproducenti per gli interessi di Washington».

Ore 14:02 Iniziata l’evacuazione dei diplomatici russi da Kiev

Ore 13:09 Ucraina: Johnson annuncia nuovi aiuti militari a Kiev

Il Regno Unito fornirà un nuovo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina. Lo ha annunciato il premier, Boris Johnson, citato da Sky News, spiegando che la fornitura prevede armi letali e non letali

Ore 12:59 Di Maio, «italiani lascino il Paese, ambasciata Kiev pienamente operativa»

Dinanzi agli scenari di crisi in Ucraina, con il rischio di un’operazione militare su larga scalai, «abbiamo chiesto ai connazionali di lasciare immediatamente l’Ucraina con i mezzi commerciali disponibili. Ad ogni modo abbiamo deciso, in coordinamento con i nostri partner europei, di lasciare la nostra Ambasciata a Kiev pienamente operativa». Lo ha ribadito il ministro degli Esteri Luigi Di Maio nella sua informativa al Senato

Ore 12:10 Di Maio, stimati 170-190 mila soldati russi confine

«Condanniamo la decisione di Mosca di inviare nei territori delle due repubbliche separatiste un contingente di truppe con sedicenti funzioni di «peace-keeping». È un gesto che rischia di esacerbare una situazione già molto tesa». Lo ha detto in un’audizione sulla crisi in Ucraina al Senato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. «Si stima – ha aggiunto – una presenza russa lungo i confini con l’Ucraina tra 170 e 190 mila unità».

Ore 11:46 Il ministro dell’Economia tedesco: «possiamo fare a meno del gas russo»

La Germania potrà fare a meno del gas russo se necessario. A dichiararlo è stato il ministro tedesco dell’Economia, Robert Habeck, garantendo che i consumatori verranno assistiti nel caso di un aumento a breve termine dei prezzi a causa della crisi ucraina. «Per quanto riguarda l’aumento dei prezzi a breve termine e l’onere per i consumatori e le imprese, forniremo assistenza in altro modo», ha dichiarato oggi l’esponente ecologista intervenendo alla radio Deutschlandfunk.

Ore 11:26 Consiglio sicurezza Kiev chiede stato emergenza

Il Consiglio di sicurezza ucraino ha chiesto lo stato di emergenza nel Paese e e non solo nelle zone di Donetsk e Lugansk. La misura durerà 30 giorni ed è prorogabile di altri 30 giorni.

Ore 11:20 Da Parlamento ucraino via libera ad armi a civili

La Rada, il Parlamento ucraino, ha approvato la legge che dà il via libera al possesso di armi per i cittadini dell’Ucraina. Lo riferisce l’agenzia stampa Tass: in dettaglio, scrive l’agenzia, la norma permetterebbe di acquistare armi ed esercitare il diritto alla protezione, previsto nell’articolo 27 della Costituzione ucraina.

Ore 11:14 Il ministero Esteri ucraino, cittadini lascino Russia

Il ministero degli Esteri ucraino ha esortato i suoi concittadini a lasciare la Russia, dopo l’intensificarsi delle tensioni tra i due Paesi. Ha inoltre sconsigliato i viaggi in Russia dichiarando che l’«aggressione» di Mosca potrebbe portare a una significativa riduzione dei servizi consolari.

Ore 9:59 Il Papa grande dolore nel cuore, scenari allarmanti. Il 2 marzo una giornata di digiuno per la pace.

«Un grande dolore nel cuore per il peggioramento della situazione nell’Ucraina. Nonostante gli sforzi diplomatici delle ultime settimane si stanno aprendo scenari sempre più allarmanti». Così Papa Francesco al termine dell’Udienza Generale. «Come me, tanta gente in tutto il mondo sta provando angoscia e preoccupazione. Ancora una volta – ha sottolineato il Pontefice – la pace di tutti è minacciata da interessi di parte. Vorrei appellarmi a quanti hanno responsabilità politiche perché facciano serio esame di coscienza davanti a Dio che è Dio della pace e non della guerra», il «Padre di tutti» che «ci vuole fratelli, non nemici».

Ore 9:34 Ucraina: al via arruolamento riservisti tra 18 e 60 anni

L’Ucraina ha cominciato ad arruolare riservisti dell’esercito. Lo ha reso noto in un messaggio dello Stato maggiore delle forze armate ucraine, dopo che il presidente Volodymyr Zelensky ha firmato il decreto, rende noto l’agenzia Tass.

Ore 7.38 – Biden, il summit negato con Putin e le armi ai Paesi Baltici

La posizione degli Stati Uniti — dopo aver varato le prime sanzioni contro la Russia — si è fatta più dura nei confronti di Mosca nelle scorse ore anche su due altri fronti. Il primo: il no di Biden a un vertice con Putin — per ora — esplicitato dalla portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki («Non chiuderemo mai del tutto la porta della diplomazia, ma la diplomazia non puo’ avere successo a meno che la Russia non cambi strada». Il secondo: l’invio di truppe e mezzi nei Paesi Baltici: gli Usa invieranno circa 800 soldati di un battaglione di fanteria, provenienti da altre località in Europa; 40 aerei d’attacco per rinforzare le difese dei paesi sul fianco orientale della Nato; un contingente di caccia d’assalto F-35 e di elicotteri d’attacco AH-64 Apache. Biden ha descritto la mossa come puramente «difensiva», e ha affermato: «Non abbiamo intenzione di combattere la Russia».

Ore 7.00 – Le nuove parole di Putin: «Diritti non negoziabili»

Il presidente russo Vladimir Putin —in un discorso trasmesso in tv in occasione della Giornata del difensore della patria — ha definito «non negoziabili» gli interessi e la sicurezza del suo Paese, ma ha poi apparentemente aperto al dialogo con gli occidentali: la Russia, ha detto, è pronta a trovare «soluzioni diplomatiche» con Kiev e l’Occidente sulla crisi ucraina. «Il nostro Paese è sempre aperto al dialogo diretto e onesto per trovare soluzioni diplomatiche ai problemi più complessi. Tuttavia, gli interessi e la sicurezza dei nostri cittadini non sono negoziabili».


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